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Festa di Nostra Signora del Frassine - 25 aprile 2013

Si è aperto la sera del 24 aprile alle 21 il tradizionale pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Frassine che poi, per tutta la giornata successiva, ha visto l’affluire di tanti fedeli che hanno partecipato alle sacre funzioni che hanno scandito tutte le ore della giornata.

I partecipanti si sono radunati in fondo al bivio che porta al Santuario e processionalmente sono saliti per i tornanti recitando il santo rosario, entrando poi in chiesa dove si sono ascoltate le nozze di Cana. Il vicario generale don Marcello ha fatto la sua omelia seguita dal canto delle litanie, consacrando così alla Madonna i partecipanti.  

Già alle sette del mattino del 25 aprile sono cominciati ad affluire i primi pellegrini dalla Diocesi che hanno partecipato al canto delle Lodi, con la prima santa Messa alle 8,30 che veniva celebrata da Don Matteo che cura il santuario insieme a Don Roberto parroco di Suvereto.

La mattinata è trascorsa tra un susseguirsi di confessioni, recite del rosario ed esame di coscienza, con l’aiuto delle “Famiglie della gioventù ardente mariana”, un movimento a cui appartengono le suore locali.

Alle 11 poi il programmato pontificale di Monsignor Vescovo Carlo Ciattini, al quale hanno partecipato molti sacerdoti, con la chiesa affollatissima. Il Vescovo ha parlato di Maria come icona della Chiesa nella risurrezione del Signore che ci dona un Gesù “vero”, non un surrogato. A mezzogiorno è seguita la supplica alla Madonna.

Già nel primo pomeriggio sono ricominciate le confessioni che si sono protratte fino a sera, con una nutrita serie di appuntamenti di preghiera: il rosario, i Vespri solenni presieduti dal Proposto del Capitolo, don Sergio Trespi, poi alle 16,30 la Messa solenne del Vicario generale di Volterra, Mons. Marco Fabbri che rinnova così il tradizionale attaccamento di quella terra alla Madonna del Frassine, con i canti del coro parrocchiale di Suvereto. La chiesa era stracolma di fedeli che hanno infine eseguito il canto del Te Deum seguito dalla benedizione eucaristica.

Il tempo era nuvoloso, ma è stata ugualmente una bella giornata di festa, non solo di fede, con molti che hanno approfittato per consumare il pranzo sui prati circostanti il Santuario. Guardando la strada che scende dal piccolo cimitero del borgo, vengono alla memoria i pellegrinaggi a piedi di qualche decina di anni fa, attraverso i campi e le macchie, con partenza da Suvereto con in testa don Angelo Biondi che intonava i canti mariani. Mentre le pareti del santuario risuonano ancora proprio delle belle melodie sacre con le parole appassionate di don Ivo Micheletti, indimenticabile titolare di Sant’Antimo a Piombino.  (m.p.)