ORARIO DEL SANTUARIO

Domenica e Solennità

Ore 15.30
Adorazione - S. Rosario - Vespro

Ore 16.30
S. Messa


Info&News

«Entra nella gioia del tuo Signore»

Desideri pregare il Vangelo di domenica col rosario?
Eccolo!
Nostra Signora del Frassine ti dona la gioia della preghiera fatta con lei.

(Matteo 25,14-30)

Meditiamo la parabola dei talenti

1° mistero. Un uomo affida dei talenti ai suoi servi
Tutti: In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Un uomo, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì.
Guida: L'uomo è Gesù, che con la sua morte e risurrezione lascerà il mondo per ritornarvi alla fine dei tempi. La capacità di ciascuno di noi è strettamente collegata con il progetto che Dio ha e che è personalissimo, e questo a sua volta è collegato con il compito specifico che Dio affida a ciascuno. Il talento equivale a 40 kg. in oro. Altro che vita senza senso: Dio dona con larghezza! Dio conosce ciascuno di noi e tiene conto delle nostre capacità con un rispetto e una finezza di valutazione che scopriremo alla fine.
Padre nostro... - 10 Ave... - Gloria...
Re 7 Sol Mi- La Re 7
Abito una terra straniera, dimoro sotto le tende,
Sol- Re La Re
Signore libera la mia vita.
E con te, Vergine dell’attesa, la lampada
è sempre accesa finché verrà il ritorno del tuo Gesù

2° mistero. Come i servi impiegano i talenti
Tutti: Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Guida: La rapidità con cui il primo mette a profitto i doni ricevuti è tipica dei santi. Il secondo si comporta come un cristiano impegnato. Il terzo, purtroppo, difetta gravemente di buon senso e di saggezza, perché una ricchezza non investita si svaluta e deteriora. Vien da pensare a chi trascorre la vita a guardare gli altri o nel piacere. Il padrone parte senza far sapere il tempo del suo ritorno, perché vuole che i servi siano sempre pronti a render conto.
Padre nostro... - 10 Ave... - Gloria... - Canto...

3° mistero. Ritorno del padrone e rendiconto
Tutti: Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco ne ho guadagnati altri cinque. Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.
Guida: “Tu sei prezioso ai miei occhi”, dice Dio a ciascuno di noi. Se così è, ogni istante della vita va vissuto intensamente, come dono ricevuto e da trasmettere. Per chi crede davvero che "tutto è grazia", ogni avvenimento porta molto frutto. I grandi investimenti per il Regno di Dio si realizzano donando tutto, senza riserve.
Padre nostro... - 10 Ave... - Gloria... - Canto...

4° mistero. La sorte di chi ha ricevuto un talento
Tutti: Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per paura andai a nascondere il talento sotterra: ecco qui il tuo. Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse.

Guida: L'autodifesa del servo è insipiente quanto l'accusa fatta al padrone, a cui va aggiunto un atteggiamento di doppia menzogna. Il padrone infatti continua a ripetere: "il mio", e lui lo accusa di non aver nemmeno seminato. Che cos'era dunque quel talento messo nelle sue mani? Che cosa è il dono di una vita? Manca ovviamente la base per trafficare con fedeltà, cioè la fiducia e la riconoscenza per il dono stesso. Non basta evitare il male, bisogna fare il bene.
Padre nostro... - 10 Ave... - Gloria... - Canto...

5° mistero. L'autocondanna del servo pigro
Tutti: Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti».
Guida: Ritira il denaro dal servo indolente per darlo a chi ha raddoppiato il capitale ricevuto. Cioè: il Padre celeste da' in crescendo a coloro che gli sono fedeli, mentre è sempre meno liberale con quelli che non vogliono mettere a frutto i suoi doni. Questo linguaggio duro è un monito a non cedere alla tentazione di lasciarsi andare. Diceva Th. de Chardin che la lotta più dura della sua vita era consistita nel combattere l'indolenza. L'uomo non scorge nel mondo se non quello che porta già dentro di sé.
Padre nostro... - 10 Ave... - Gloria...