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«Voglio tornare da mio padre»

Desideri pregare il Vangelo di domenica col rosario?
Eccolo!
Nostra Signora del Frassine ti dona la gioia della preghiera fatta con lei.

(Luca 15,11-32=IV° di QUA.)

Meditiamo la parabola del Padre misericordioso

1° mistero. Il figlio minore si allontana dal padre
Tutti: Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto.
Guida: La parabola è centrata sull’amore misericordioso del padre, Dio. E’ il capolavoro del Vangelo di S. Luca e di tutto il Vangelo. E’ stato scritto che, se andasse smarrito tutto il Vangelo e rimanesse soltanto questo racconto, avremmo in esso l’essenziale del messaggio di Gesù. Ciò che spinge il figlio ad andarsene è un desiderio sfrenato di libertà, il gusto dell’ignoto e dell’avventura, il fascino delle nuove esperienze e l’adescamento del male. Il padre avrebbe potuto negargli l’eredità. Non lo fa: Dio rispetta anche la nostra male intesa libertà.
Padre nostro... - 10 Ave... - Gloria... - Canto

2° mistero. Il vuoto, la carestia, il ripensamento
Tutti: Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame. Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni.
Guida: Nella parabola, il figlio prodigo precipita sempre più in basso: spende e spande, sciala e sperpera; ridotto alla miseria più nera, prova i morsi della fame mentre attende ai porci. Gesù cita i maiali, immondi per gli Ebrei, per indicare a quale degrado fosse giunto il disgraziato. Il vuoto e l’amarezza spingono quel giovane a rientrare in se stesso. Riconosce la sua colpa ed è disposto a confessarla: formula il suo atto di dolore. Consapevole del proprio peccato, sta di fronte al Padre senza pretese, in atteggiamento umile. Di qui la decisione del ritorno.
Padre nostro... - 10 Ave... - Gloria... - Canto...

3° mistero. La beatitudine dell’incontro
Tutti: Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano, il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre ho peccato contro il cielo e contro di te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa.
Guida: Dio accoglie a braccia aperte il figlio che ritorna. Le espressioni di tenerezza incalzano: gli corre incontro, ha pietà di lui, non gli lascia nemmeno terminare la sua confessione, fa un gran banchetto per festeggiare il suo ritorno. “Presto”: è l’impazienza della gioia del Padre; il vestito bellissimo è l’abito della Grazia santificante; l’anello al dito è il segno dell’Alleanza con Dio; i calzari ai piedi sono segno della nobiltà restituita; il vitello grasso è segno della partecipazione di tutto il creato alla festa del ritorno. Il ritorno del figlio prodigo è il mistero pasquale della conversione; mistero di morte e risurrezione che si attua in ogni Confessione.
Padre nostro... - 10 Ave... - Gloria... - Canto...

4° mistero. Il ritorno del figlio maggiore
Tutti: Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. Il servo gli rispose: E’ tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. Egli si indignò e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo.

Guida: Il fratello maggiore, imbronciato, si mostra invidioso di tanta affettuosità. Il servo è figura di ogni cresimato, servo della Parola: compito dell’evangelizzatore è di mostrare agli altri il grande amore del Padre celeste, con la parola e la testimonianza del perdono.
Padre nostro... - 10 Ave... - Gloria... - Canto...

5° mistero. Il dialogo del padre col figlio maggiore
Tutti: Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi perché questo tuo fratello era morto ed è tornato a vita, era perduto ed è stato ritrovato».
Guida: Il Cuore del Padre e il suo Amore sono un abisso insondabile: Egli ama i giusti, e ama i peccatori. Prova gioia infinita quando qualcuno ritorna a lui con il cuore pentito, ma soffre dell’egoismo di chi si ritiene giusto e pretende di essere riconosciuto tale. La nostra mancanza di misericordia vela il Volto del Padre tra gli uomini e rallenta il suo piano di salvezza. Un giovane usciva dal carcere. Scrisse una lettera ai genitori: Se mi avete perdonato, datemi un segno: l’albero di ciliege che troverò sulla strada prima della fermata del treno, dovrà portare un fiocco bianco. Se non ci sarà andrò ramingo per il mondo. Vide il ciliegio da lontano: era una nuvola di fiocchi bianchi; allora scese per ricevere l’abbraccio del perdono.
Padre nostro... - 10 Ave... - Gloria...